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Internet e territorio

Chi frequenta la rete ha ormai da tempo a disposizione un'opportunita' straordinaria, un luogo sociale, partecipativo, dove informazione e conoscenza sono alla portata di tutti. Oggi tutto questo sta ricadendo sul territorio.

Sito web: http://ecosistema20.ning.com
Luogo: Internet e territorio
Membri: 45
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Civicita': una citta' intermedia tra locale e globale 1 Risposta 

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Gino Tocchetti Commento da Gino Tocchetti su 14 Ottobre 2009 a 18:15
Programma definitivo:

Ecosistema 2.0 ( http://ecosistema20.ning.com ) si focalizza sulla
considerazione che l’ecosistema territoriale e quello digitale
andranno sempre piu’ sovrapponendosi, per il semplice motivo che ad
abitarlo sono le stesse persone. Quale potenziale si libera man mano
che cade il muro che ancora si percepisce? Quale valore porta
un’applicazione piu’ diffusa dei modelli a rete? Quale spinta di
innovazione pervadera’ il nuovo habitat, sia nella dimensione sociale,
civica, economica, politica? Sono queste le stesse domande, insieme
alla sfida di concretizzare risposte, che il progetto Cittadinanza
Digitale pone all’attenzione di Venezia.

Nell'ambito del VeneziaCamp2009 ( http://www.veneziacamp.it ),
Ecosistema 2.0 ha organizzato un evento dal titolo "Civicita': una
citta' intermedia tra locale e globale" (
http://www.veneziacamp.it/eventi/civicita-una-citta-intermedia-tra-locale-e-globale/
) , che si terra' quindi all'Arsenale, Sala Brucola, dalle 14:00 alle
17:00.

I temi proposti sono:

Inspirazione
0) Gino Tocchetti: Introduzione all'incontro e sul tema "cos'e' la rete?";
1) Sergio Los: Voglia di civicita';
2) Stefano Rossi: Governare reti, governare con le reti;
3) Maurizio Salamone: Modelli collaborativi: dal mondo naturale alla
chiave simbolica;
4) Sophia Los: Riti per reti;

Espirazione
5) Federica Festi: Land through the social web;
6) Mattia Ballan: Rubano citizens - cittadini 2.0;
7) Barbara Zen: Coworking project: il lavoro nomade;
8) Samuel Gentile: Startgreen: come la rete aiuta a creare nuova impresa;
9) Dario Bonaldo: Energie rinnovabili e valore sociale: un modello
abilitato della rete;
10) Matteo Brunati: Internet delle cose veneziane;
11) Stefano Schiavo: Lean 2.0: un approccio integrato per
l'innovazione organizzativa;

Questi temi sono stati presentati, in anteprima, a Vicenza il 7
Ottobre, in occasione dell’evento “Venezia chiama, il territorio
risponde" ( http://ecosistema20.ning.com/events/venezia-chiama-il-territorio
).

L'iscrizione all'evento "Civicita': una citta' intermedia tra locale e
globale", al VeneziaCamp2009 e' obbligatoria, e va fatta entro
domenica 18 Ottobre, cliccando qui (
http://civicittaveneziacamp.eventbrite.com/ ).
Gino Tocchetti Commento da Gino Tocchetti su 6 Ottobre 2009 a 2:51
Ecosistema 2.0 (http://ecosistema20.ning.com) si focalizza sulla considerazione che l'ecosistema territoriale e quello digitale andranno sempre piu' sovrapponendosi, per il semplice motivo che ad abitarlo sono le stesse persone.
Quale potenziale si libera man mano che cade il muro che ancora si percepisce? Quale valore porta un'applicazione piu' diffusa dei modelli a rete? Quale spinta di innovazione pervadera' il nuovo habitat, sia nella dimensione sociale, civica, economica, politica? Sono queste le stesse domande, insieme alla sfida di concretizzare risposte, che il progetto Cittadinanza Digitale (http://www.cittadinanzadigitale.it/) pone all'attenzione di Venezia.

I temi che verranno proposti al VeneziaCamp (http://www.veneziacamp.it), sabato 24 Ottobre, all'Arsenale, nell'evento "Civicita': una citta' intermedia tra locale e globale", sono quindi (titoli da
definire, interventi da confermare):
- sulla questione urbanistica, la citta' tra il locale e il globale,
il suo impatto sul senso di civicita';
- sulla questione della governance di rete vs governance di territorio;
- sui modelli culturali di etnie dal mondo contemporaneo e dalla
storia, che valorizzano la rete sociale;
- sulla questione individuo vs gruppo, in chiave netafisica e nelle
metafore zen;
- esempi di servizi territoriali a carattere sociale realizzati con
tecnologie web/web2.0 ad opera di un ente parastatale a vicenza;
- un approfondimento di come l'utilizzo di internet sta cambiando e
valorizzando un settore impiantistico, quale quello dell'energia da
fonti rinnovabili;
- esempi di social network territoriali, non veneziani:
nordestcreativo, rubanocitizens e nodo;
- un esempio di Enterprise 2.0 sul fronte del mercato e uno sul fronte
dell'organizzazione interna;
- un esempio di utilizzo della rete e di location sul territorio in
aiuto ai professionisti nomadi;
- come l' "internet delle cose" portera' valore in una citta' come venezia;
- un intervento di marketing territoriale in valpolicella.

Questi temi sono presentati, in anteprima, a Vicenza, in occasione
dell'evento "Venezia chiama, il territorio risponde" (http://ecosistema20.ning.com/events/venezia-chiama-il-territorio), mercoledi 7 ottobre.

Per iscriversi al VeneziaCamp:
http://barcamp.org/veneziacamp2009

Per iscriversi all'evento "Civicita': una citta' intermedia tra locale e globale" a Venezia, il 24 Ottobre alle 14:30:
http://www.veneziacamp.it/eventi/civicita-una-citta-intermedia-tra-locale-e-globale/

Per iscriversi all'evento "Venezia chiama, il territorio risponde" a Vicenza, il 7 Ottobre alle 18:30:
http://ecosistema20.ning.com/events/venezia-chiama-il-territorio

Per iscriversi a Ecosistema 2.0:
http://ecosistema20.ning.com
Gino Tocchetti Commento da Gino Tocchetti su 2 Febbraio 2009 a 0:29
Finalmente si svela un progetto discusso tra amici, in rete e nel territorio, che ha l'obiettivo di esplorare il potenziale del nuovo ecosistema in cui viviamo, che non e' piu' solo reale o solo virtuale.

Si chiama Ecosistema 2.0. Si parte da Facebook, ma l'idea e' di diffondere rapidamente sulla rete e nel territorio, appunto. Seguiranno news.

http://www.facebook.com/group.php?gid=60320075785
Elisa Buratti Commento da Elisa Buratti su 21 Gennaio 2009 a 20:45
@stefano ciò che vedo è che la velocità porta molte fette della popolazione a restare tagliate fuori dal processo che sta inglobando tutto.
Questo crea "nodi" di riferimento ed utilizzo.
Questi nodi funzionano verticalmente. Chi usa il web come una terza mano, delega chi "usicchia" il web a gestirsi chi non lo usa affatto.
Nodi e sottonodi.
E' cmq certo che ormai qualunque lavoro retribuito, anche il più umile, pretende una minima conoscenza del web, non foss'altro perchè abbrevia i tempi e quindi i costi......
:-)
Stefano Bellanda Commento da Stefano Bellanda su 21 Gennaio 2009 a 13:00
@Elisa riusciresti a sviluppare un po' l'ultimo punto sulla "indispensabilità"?
(OT: avete presente l'idraulico di Brazil che alla fine è, nel sogno del protagonista, il liberatore? il fatto è che mi pare d'esser visto più come appunto un idraulico che lavora con qualcosa di non essenziale - come l'acqua. Il web è una presenza costante, totalmente rimossa)
Nicola Bandoni Commento da Nicola Bandoni su 21 Gennaio 2009 a 12:04
@Elisa: Ciao!!! :=)
Elisa Buratti Commento da Elisa Buratti su 17 Gennaio 2009 a 19:15
ahh..dimenticavo una cosa molto importante: chi sa usare il web è sempre e cmq considerato ormai un polo indispensabile per il suo intorno

Che questo sia ufficio, casa o scuola.

:-)
Elisa Buratti Commento da Elisa Buratti su 17 Gennaio 2009 a 19:02
Dalla mia esperienza terricola...ma ormai ventennale, l'uso del web da parte degli over 35 è molto legato al fattore solitudine. Mi spiego (spero..eheh)

Si usa:
- al lavoro (fonte primaria di apprendimento dell'uso perchè sono obbligati)
- al lavoro come passatempo
- al lavoro per approfondimenti/studio/prenotazioni
- a casa per acquisti online, aggiornamenti varii (dal meteo al cinema alle notizie)
- a casa per gli hobby giustificabili in famiglia
- a casa per ricerche per figli e parenti vari
- a casa se single (% > maschi) o divorziate (numero in fortissimo aumento >over 50)
- a casa se si hanno figli over 16 le donne
- a casa gli uomini se riescono a giustificarlo con la moglie/figli (un mare di gente non s'iscrive su FB perchè ha paura di essere trasparente e venir beccato dai figli in una vita alternativa non sempre giustificabile...mooolto..diverte ma significativo..:-) )

Sostanzialmente la TV accomuna, il pc separa e quindi è considerato come se uno non volesse stare con l'altro ed è causa di liti. (vedi chat, amanti e simili..tutto legato alla paura del buco nero incontrollabile..).

Se poi ci spostiamo nella fascia approssimativa 25/35 il discorso cambia molto..alla base c'è un nuovo modo di comunicare, ma è frettoloso, da usa e getta, viene invece molto usato come consultazione, informazione, acquisti più veloci, e ricerca principe/principessa azzurra che è stato stabilito non esista nella realtà dell'intorno.....eheheh

I 18/25 si trovano invece in un uso del web tipo megastore/intrattenimento, una sorta di bar/aperitivo/happy hours/divanetto comodo/boh, sto lì, poi si vede..non credono molto nella rete come possibilità, ma la ab-usano in lungo e largo..

La fascia 14/18 me la sto perdendo per ora..

E ora veniamo al futuro..la fascia 10/14..qui il discorso cambia totamente e bisogna prestare molta attenzione.
Il web è considerato dei genitori il "nemico", nemico dello studio, nemico della cultura, nemico dell'attenzione, insomma, se prima c'era i babau droga ora c'è il babau web.
Molti ragazzini sono soli per molto tempo durante la giornata e quindi i genitori temono moltissimo questa full immersion.
I professori pure.
Questo porta a due nette realtà ben distinte:
- +/- 18% quelli con il portatile, wirless, webbati totali (li analizzo in seguito)
- il restante: quelli totalmente ignoranti che non sanno neanche fare un foglio word
Ovviamente tutti lo possiedono cmq, che lo sappiano usare o meno.

I secondi vivono tipo sdoppiati: "sentono" che cè qualcosa che non torna, ma si adagiano ad una vita old style imposta.

I primi invece "vivono" il web. Mi spiego.

Il pc è sempre acceso e collegato, preferibilmente con una chat aperta, dove hanno tutti i loro contatti, web accesa..ma questo non comporta affatto che ci stiano davanti.
Chi entra chiama (trillo) ma tutti si sentono liberi di non rispondere oppure di dire che stanno facendo altro, oppure invece creano gruppi/conferenze in cui fanno compiti, si scambiano di tutto, fanno musica d'insieme (giuro che vederli è emozionante! uno con il flauto, l'altro pianoforte, l'altro batteria..poi passa il nonno, hey, ciao..metti più fiato..che cavolo fai?..eheh).
Il portatle è sempre portato in giro.."devo fare i biscotti con mia madre..ti porto così vedi..".
Chi è così ha ovviamente genitori che maneggiano bene il web..:-)

Queste due differenti realtà stanno creando una frattura sociale che poi si farà sentire, io credo.
Riflettiamoci insieme..il fatto di avere 3 figli (28/23/11)..mi ha portato questi dati.....

Acc..sono stata iperprolissa ragazzi..scusate!..spero solo che questo possa essere utile..:-)
Filippo Albertin Commento da Filippo Albertin su 17 Gennaio 2009 a 13:17
@Gino - Rispondendo alla tua domanda, penso che l'attecchimento di cui parlavo possa esprimersi nella cultura ingiustificatamente vezzosa e adolescenziale che in questa nostra Italia sembra essere dilagante. Mi riferisco a stili di vita che, di fatto, inglobano il caos e lo trasferiscono direttamente alla risoluzioni dei problemi. L'incoerenza è diventata strategia politica. Trent'anni addietro certi discorsi pronunciati da autorità statali sarebbero stati impossibili, eppure oggi sono la normalità. I miti reali del nostro contemporaneo trasferiscono un'idea di "prenditela facile", "risolvi senza pensarci tanto sopra", e via discorrendo.

Io ritengo, invece, che l'innovazione (ivi compresa la partecipatività nel territorio di strumenti virtuali), passi attraverso fasi di pensiero creativo del tutto organizzate in sessioni lunghe, lunghissime, estenuanti, e che tali fasi debbano necessariamente essere progettate in "infrastrutture" perfette (Ecco perché ho anche proposto quel mio sottogruppo "Infrastrutture Creative". Per dare un corollario infrastrutturale alle discussioni sull'innovazione.)
Filippo Albertin Commento da Filippo Albertin su 17 Gennaio 2009 a 12:54
Sul fatto che il meglio venga "dal basso" non ci sono molte discussioni da fare: è una costante, e sono pienamente d'accordo. Sono altrettanto d'accordo sul fatto che i circoli intellettuali non debbano essere chiusi; cioè: un circolo è chiuso per definizione, ma deve avere per forza un grado di permeabilità, altrimenti diventa una setta.
 

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