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Fausta Maria Pavesio

Tavolo di Lavoro "Management dell'Innovazione"

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Tavolo di Lavoro "Management dell'Innovazione"

Questo gruppo mira a raccogliere e discutere contributi da portare, come Associazione Innovatori, al tavolo di lavoro cui aderiamo in Assoknowledge/Confindustria SIT.

Membri: 33
Attività più recente: 22 Nov

Competing for the Future


CK Prahalad’s new assumptions of business:
1. Value is created at the point of Exchange
2. Value is Co-Created by the Consumer and the Firm
3. Value is embedded in Experiences; Products and Services are carriers of that experience
4. Experience Fulfillment Webs replace a Sequential and Linear Value Chain
5. Innovation is about Experiences; technologies/products/ processes are critical but not the goal
6. Customers make a choice.

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Fausta Maria Pavesio

Segnalate le Next Practice! 1 Risposta 

Iniziata da Fausta Maria Pavesio. Ultima risposta di dariobonaldo 5 Ago.

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Attilio A. Romita Commento da Attilio A. Romita su 22 Novembre 2009 a 19:31
Seguendo l’invito di Maria Fausta vorrei provare a lavorare su “i Processi dell’ Innovazione”.
Siamo d’accordo che cultura, passione e coraggio sono importanti ed io li definirei più esattamente come catalizzatori, cioè condizioni di supporto che rendono possibile uno sviluppo reale del processo.
Prima di tentare di definire come l’Innovazione può essere gestita, penso sia importante capire cosa è l’Innovazione e chi è un Innovatore.
Come ho già evidenziato, l’Innovatore è colui che è in grado di risolvere meglio un problema reale fornendo la migliore soluzione basata sugli strumenti di oggi, ma che dovrà anche valere per il futuro.
In una discussione di qualche anno fa, dissi che dobbiamo considerare Innovatore al pari di Leonardo o di Einstein, anche quel nostro lontano progenitore che, osservando la scintilla che scoccava da due sassi sbattuti, inventò il modo di accendere facilmente il fuoco.
Oggi i cosiddetti strumenti digitali offrono molte possibilità di sfruttamento, forse Innovare potrebbe essere un processo di gestione che governi lo sviluppo usando strumenti digitali che permettono di tener sotto controllo le molte dimensioni di un processo e sono in grado di segnalare deviazioni e tendenze negative.
Chiaramente deve essere sempre l’uomo quello che governa e prende le decisioni in momenti critici e questo perché la capacità di integrazione della mente umana non è stata ancora uguagliata dagli strumenti digitali.
Un es. per tutti. Qualche tempo fa, prima dell’ultima crisi finanziaria, si ebbero alcuni “smottamenti borsistici” dovuti ad un perverso meccanismo automatico: se un azione perde valore, allora vendere. Questo banale errore di programmazione produsse più di un fallimento.
Come prima conclusione, mi sembra di poter trarre una prima conclusione interlocutoria:
L’innovazione può essere facilitata usando gli strumenti digitali nel processo di gestione dello sviluppo, ma per ottenere risultati positivi è necessario conoscere bene gli strumenti e quindi il primo processo da implementare per arrivare ad un corretto processo di gestione innovativo è faciltare l’apprendimanento dei nuovi strumenti digitali.
Fausta Maria Pavesio Commento da Fausta Maria Pavesio su 22 Novembre 2009 a 17:42
Grazie Attilio per gli stimoli......
non ambisco a fare la "direttrice"....anzi, cedo volentieri questo onere se qualcuno si fa avanti... cerco solo anche io di dare qualche spunto....e qualche spinta!
Sono assolutamente d'accordo sul fatto della cultura digitale praticamente assente: e non viene fatto nulla in questo senso.
Gia' in un altro post avevo scritto che secondo me, a parte la passione (che tra l'altro e' la maggior votata nel mio poll su linkedin tra i driver fondamentali per una startup - chi ha voglia vada a vederlo qui) non ho letto da nessuna parte la parola "coraggio".....

Mi preme pero' dire che qui stiamo parlando di "management" dell'innovazione in azienda...cultura, passione, coraggio sono abilitatori......
Mi piacerebbe scendere sui "processi" dell'innovazione
Attilio A. Romita Commento da Attilio A. Romita su 21 Novembre 2009 a 21:18
Vorrei introdurre alcuni spunti di discussione che potrebbero cominciare a tracciare una "Best way to innovation".
Per favore leggeteli e criticateli pesantemente, se necessario, ma non lasciateli cadere.

•Innovazione significa risolvere i problemi di ieri, con gli strumenti di oggi ed avendo come riferimento il domani.
•INTERNET e la RETE sono strumenti molto potenti per arrivare a costruire soluzioni, ma le soluzioni devono essere individuate e costruite.
•La conoscenza diffusa di INTERNET è il primo passo per una realistica fruizione degli strumenti di Intenet.
•Il gap culturale relativo alla conoscenza di Rete ed internet, è la prima battaglia da vincere.
•La soluzione del gap tecnologico è il secondo passo da compiere.
•La rete e la banda larga per tutti è soltanto il terzo passo. Attualmente la situazione reale è:
o Banda larga e digital divide sono un cavallo di battaglia che viene cavalcato da chi non ha idee ben chiare sulla situazione attuale.
oLa copertura attuale reale che permette prestazioni giuste è più dello 80% e si basa essenzialmente su reti in rame o reti di telefonia mobile.
oPiù del 70% delle famiglie italiane possiede un PC, ma poco più della metà va in rete circa una volta la settiman.
oIntorno al 20% sono gli utenti regolari.
•Non si accede a Internet per mancanza di cultura innovativa, ma per carenze culturali.
•Occorre creare i presupposti per superare il gap culturale che c’è tra i pochi che conoscono ed usano la rete ed i molti che la vedono come un insieme tra Grande Fratello e moloch.
•Il miracolo economico c’è stato in Italia quando tanti hanno potuto avere la 500. Ora ci sono tante 500 pronte, ma la tradizione orale attuale dice che sino a quando tutti non avranno la Ferrari, dovremo vivere “a basso livello”.
•Troviamo una strategia per l’innovazione:
oL’arte della guerra afferma che una strategia, che allunghi troppo la linea di alimentazione al fronte, è sicuramente perdente. (vedi le campagne di Russia di tutti i tempi)
oLa best practice per l’innovazione è quella indirizzata ad eliminare il gap tra le componenti culturalmente più avanzate e chi resta indietro.
oPerde sicuramente chi si arrocca su posizioni di retroguardia e d’attesa.
oPerde comunque chi propugna azioni avveniristiche che nessuno è in grado di seguire.

Ho messo troppa carne al fuoco...forse!
Vogliamo scrivere uno scadenzario per gli argomenti!
Suggerisco di iniziare un brain storming "appassionato e disordinato" ....tra qualche giorno chiederemo a alla nostra "direttrice" di "dare una riordinata al tavolo".
Grazie a tutti.
Attilio A. Romita
Attilio A. Romita Commento da Attilio A. Romita su 21 Novembre 2009 a 21:06
Ho partecipato alla Conferenza del 19 novembre e devo dire che sono restato abbastanza disilluso.
La Conferenza è stata, a mio avviso, una passerella di esponenti dell'industria che hanno, con più o meno bravura comunicativa, esperienze fatte dalle loro aziende per fornire risposte al loro mercato.
Innovazione e creatività erano una pallida presenza nei contenuti delle presentazioni.
L'interazione con il pubblico è stata praticamente nulla, forse perchè
le presentazioni non davano alcuno stimolo a pensieri innovativi Se queste sono le Best practices for Next practices: that's the wrong way.
Vorrei sperare in un seguito più partecipativo, più aperto alla discussione che crei spinte, come dice Massimo Melica, a "Evoluzione e trasformazione sono elementi intrinseci all'innovazione, ma senza cultura e passione tutto diventa statico e inerme."
Grazie comunque per questi primi vagiti intorno al tavolo che mi auguro nel futuro possa godere di una più appassionata collaborazione diretta.
Fausta Maria Pavesio Commento da Fausta Maria Pavesio su 4 Novembre 2009 a 10:25
Ciao a tutti,

scusate la latitanza ma sono stata impegnatissima in giro per l'Italia.

Il TdL di Confindustria SIT organizza un primo evento " best practice for next practice:that's the way" di cui trovate la locandina nel mio blog post il prossimo 19 novembre a roma. Invito tutti quelli che sono in loco a partecipare.

Per qunto riguarda la nostra organizzazione, aspetto i suggerimenti di qualche giovane che ha gia' lavorato sul tema!
Attilio A. Romita Commento da Attilio A. Romita su 30 Ottobre 2009 a 19:46
Una piccola correzione: non delusioni, ma ESPERIENZE!!
Andrea Bichiri Commento da Andrea Bichiri su 30 Ottobre 2009 a 19:20
Ovvio. E' quello che pensavo. Le delusioni servono a crescere e esplorare territori e soluzioni diverse.
Attilio A. Romita Commento da Attilio A. Romita su 30 Ottobre 2009 a 18:44
Caro Andrea, tutti, dai miei 70 ai tuoi 30 anni, avrebbero voluto "il colpo di fulmine fortunato" in tutti i campi ed altrettanto abbiamo imprecato conttro il dedtino cinico e baro che non apre i cordoni della borsa. E tutti facciamo riferimento ai fondatori di Microsoft o Google dimenticandoci che saranno stati solo 10-15 al mondo che hanno avuto una grande idea che con pochissimi soldi e, soprattutto in pochissimo tempo ha cominciato "a stampare soldi".
Non voglio frenare l'entusiasmo, ma vorrei che rileggessi quelle 6 regolette che ci sono in cima a questa pagina sotto il titolo di NEXT PRACTICE: il colpo si fa quando il mercato è maturo per un'idea giusta che arriva al momento giusto e la fortuna fa anche la suua parte. Non voglio bloccare l'entusiasmo e l'inventiva, vorrei soltanto aiutarti ad indirizzare la tua inventiva verso mille piccole invenzioni rapide ed economiche, poi per caso potrebbe anche esserci il colpo di genio fortunato. Auguri!
Andrea Bichiri Commento da Andrea Bichiri su 30 Ottobre 2009 a 17:11
Pur essendo ancora uno studente ho avuto modo attraverso il mio blog di approfondire le strategie di comunicazione utilizzate dalle aziende sul web e i social media e devo dire che iniziano a vedersi cose molto interessanti. Ho partecipato con la start-up CSTAdvising a mindthebridge sebbene non siamo riusciti vuoi per inesperienza vuoi per il poco tempo a disposizione a vincere e volare in California nella famigerata Silicon Valley.

Quello che noto è una generale difficoltà nel nostro Paese a reperire finanziamenti per progetti condotti da giovani. C'è scarsa propensione al rischio e si tende a investire su idee che non facciano perdere troppo. Spero di poter dare il mio contributo a questo gruppo.
Attilio A. Romita Commento da Attilio A. Romita su 27 Ottobre 2009 a 9:56
Giusto anche il commento di Davide, ma se non partiamo con un minimo di organizzazione operativa aggiungiamo solo entropia e non facciamo innovazione.
 

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Evoluzione e trasformazione sono elementi intrinseci all'innovazione, ma senza cultura e passione tutto diventa statico e inerme. Massimo Melica

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